Pubblicato il: 30/12/2025 Aggiornato il: 30/12/2025
Ci sono gare che misurano la velocità. E poi c’è la Dakar, che misura la capacità di andare avanti quando tutto, intorno a te, ti invita a fermarti.
La Dakar Classic 2026 (dal 3 al 17 gennaio in Arabia Saudita) aggiunge un livello ulteriore: mezzi storici, navigazione “pura”, regolarità, gestione meccanica e mentale. Un formato dove l’esperienza pesa quanto il motore, e dove ogni scelta tecnica diventa parte della strategia.
In questo contesto, l’equipaggio composto da Luciano Carcheri e Fabrizia Pons, in gara con il numero 719, affronta il deserto con il supporto tecnico di Mafra e con il sostegno della Regione Liguria attraverso il brand “Liguria – The Italian Riviera”. Parallelamente, Mafra sarà partner tecnico anche di Tecnosport, che alla Dakar Classic 2026 porta al via ben sei equipaggi.
Prima di tutto: perché la Dakar è diventata una leggenda
Per capire davvero cosa significhi “Dakar”, bisogna partire dal suo immaginario: non una semplice corsa, ma un viaggio dove navigazione, resistenza e adattamento contano quanto la guida.
Nata come rally-raid capace di unire avventura e competizione, la Dakar è diventata nel tempo un punto di riferimento perché mette le persone davanti a condizioni estreme: caldo, polvere, sabbia, terreno ostile, distanze enormi e un ritmo che non concede distrazioni. È qui che nasce il mito: non tanto dalla classifica, quanto dall’idea che ogni giornata sia una prova totale.
Il DNA Dakar in tre parole
- Deserto: cambia tutto (aderenza, visibilità, temperature, errori).
- Autonomia: serve gestire l’imprevisto, spesso senza margine.
- Metodo: la gara punisce la superficialità e premia chi ragiona.
Come è cambiata la Dakar nel tempo
Dall’Africa alla svolta del 2008
Per decenni, “Parigi-Dakar” ha significato attraversare scenari africani fino al Senegal. Poi arriva uno spartiacque: l’edizione 2008 viene cancellata per motivi di sicurezza. È un punto di rottura che cambia il destino geografico della gara.
L’era Sud America (2009–2019)
Dal 2009 la Dakar riparte in Sud America, aprendo un ciclo completamente nuovo: altitudini, piste veloci, nuove logistiche e un pubblico enorme. Cambia la geografia, ma resta la sostanza: distanze, gestione, navigazione.
Dal 2020: Arabia Saudita
Dal 2020 la Dakar si svolge in Arabia Saudita, inaugurando l’attuale fase “Middle East”. Grandi distanze, sabbie estese e un percorso che continua a mettere alla prova uomini e mezzi. Tradotto: la Dakar resta Dakar perché mantiene la sua durezza, anche quando cambia continente.
Cos’è la Dakar Classic e perché affascina
La Dakar Classic è la categoria che porta in gara il fascino dei mezzi storici e della guida “ragionata”. Qui non conta la velocità assoluta: contano regolarità, precisione, lettura del roadbook, gestione della meccanica e capacità di restare lucidi per due settimane.
È un formato quasi “didattico”: mostra cosa significa orientarsi, interpretare il terreno, evitare errori che costano ore, e ripartire ogni mattina con la stessa concentrazione.
Dakar Classic 2026: la gara nella gara
L’edizione 2026, interamente in Arabia Saudita, è in programma dal 3 al 17 gennaio e si sviluppa su oltre 8.000 km complessivi. Il format prevede 14 giorni di gara, con prologo e 13 tappe, incluse due tappe “marathon” in cui l’assistenza esterna è vietata.
Sabbia, polvere, pietra, caldo estremo e lunghissime percorrenze: in questo contesto, ogni dettaglio tecnico fa la differenza.
Timeline visiva: dalle origini alla Dakar Classic 2026
Una lettura rapida per capire come la Dakar è diventata quello che è oggi.
| Anno | Evento chiave |
| 1978–1979 | Prima edizione e nascita del mito Dakar: il rally-raid entra nell’immaginario collettivo. |
| Anni ’80–’90 | Epoca “eroica”: navigazione, bivacchi, resistenza e prove estreme consolidano la leggenda. |
| 2008 | Edizione cancellata per motivi di sicurezza: spartiacque che cambia il futuro geografico della gara. |
| 2009–2019 | Era Sud America: nuove altitudini, terreni differenti e un ciclo lungo che ridisegna il format. |
| 2020 | Inizio era Arabia Saudita: grandi distanze, sabbie estese e un nuovo capitolo nel Medio Oriente. |
| 2021 | Nasce la Dakar Classic: regolarità, mezzi storici, precisione e gestione sopra la velocità pura. |
| 2026 | Dakar Classic 2026: in gara l’equipaggio Carcheri–Pons #719. Tecnosport al via con 9 equipaggi e un capitolo storico tutto al femminile. |
Tecnosport: sei equipaggi al via e un capitolo storico alla Classic
Dietro ogni equipaggio che arriva al traguardo, alla Dakar Classic, c’è sempre una seconda gara: quella che si gioca in officina, nei test, nella logistica e nei minuti rubati al sonno al bivacco. È qui che entra in scena Tecnosport Rally: preparazione, metodo e capacità di trasformare l’avventura in un progetto tecnico organizzato, senza togliere nulla allo spirito della sfida.
Alla Dakar Classic 2026 Tecnosport si presenta con una presenza che pesa: sei equipaggi al via nella categoria Car Classic. Non è solo un numero: significa mezzi, persone, ricambi, assistenza, coordinamento. Significa soprattutto una cosa: continuare a muoversi anche quando ogni giorno prova a rallentarti.
Gli equipaggi Tecnosport in Car Classic (numeri ufficiali)
#701 – Lorenzo Traglio & Rudy Briani
#709 – Paolo Bedeschi & Iader Giraldi
#721 – Gian Paolo Cavagna & Francesco Maria Proietti
#723 – Francesco Pece & Simona Morosi
#726 – Taz Evin Harvey & Rocco Sbaraglia
#754 – Filippo Giorgio Colnaghi & Irene Saderini
#908 – Marino Mutti & Angelo Fumagalli
#912 – Andrea Cadei, Stefano Sbrana & Marco Valentini
#924 – Rachele Somaschini, Monica Buonamano & Serena Rodella
Ladies Dakar Team: il primo equipaggio interamente femminile nella storia della Dakar Classic
Dentro questo schieramento c’è un capitolo che vale più di una statistica, perché è storia sportiva. Per la prima volta nella storia della Dakar Classic, Tecnosport porta al via un equipaggio interamente femminile: il Ladies Dakar Team, a bordo di un Mercedes-Benz Unimog 435 del 1988 (camion #924).
Alla guida c’è Rachele Somacchini, affiancata da Serena Rodella (secondo pilota e meccanico) e Monica Buonamano (navigatrice): un trio che unisce competenza e carattere e che incarna perfettamente lo spirito Dakar Classic. Perché qui non si tratta di “partecipare”, ma di reggere il ritmo della gara più dura, giorno dopo giorno, senza scorciatoie.
In questo quadro, la partnership con Mafra acquista ancora più senso: Mafra sarà partner tecnico anche di Tecnosport in questa avventura. Quando sei al bivacco e devi rimettere in ordine tutto in poche ore, conta avere soluzioni pratiche che accelerano il lavoro e aiutano a mantenere controllo e lucidità. Alla Dakar, spesso vince chi sbaglia meno, e sbaglia meno chi riesce a lavorare bene anche quando è stanco.
L’equipaggio #719: esperienza, metodo, resistenza
Luciano Carcheri: una vita nell’offroad, tra meccanica e avventura
Luciano Carcheri inizia a correre a 16 anni con le moto da enduro. Da quel momento, l’offroad diventa una scelta di vita: prime vittorie, gare sempre più dure, poi l’approdo naturale al deserto.
Il suo profilo è quello del pilota che non delega la meccanica: la vive. La vettura si prepara durante l’anno e, al bivacco, dopo tappe lunghissime, si lavora davvero. Negli ultimi anni si affida al Team SSP France per la logistica, ma il cuore tecnico resta un territorio che Carcheri conosce centimetro per centimetro.
Palmarès in breve: 13 Dakar totali (8 in moto, 5 in auto). Miglior risultato: 7° posto assoluto alla Dakar Classic 2021 e vittoria categoria H3 benzina.
Fabrizia Pons: navigazione assoluta, talento e storia del rally mondiale
Raccontare la carriera di Fabrizia Pons significa attraversare decenni di motorsport. La sua passione nasce negli anni Settanta, prima nel motocross e poi nei rally, fino alla scelta del ruolo che la renderà una leggenda: la navigazione.
Ha disputato oltre 400 gare e ha navigato in contesti che vanno dal WRC ai rally raid, lavorando con costruttori e team iconici e affiancando piloti leggendari.
Nella Dakar Classic, dove la precisione vale più dell’aggressività, la sua esperienza diventa un vantaggio competitivo reale: roadbook, ritmo, controllo mentale, capacità di restare lucidi quando la stanchezza si accumula.
Mafra partner tecnico: quando i prodotti fanno davvero la differenza
Alla Dakar Classic la meccanica non è un dettaglio: è sopravvivenza. Per un pilota-meccanico, poter contare su prodotti affidabili, rapidi e funzionali è fondamentale. Mafra accompagna l’equipaggio #719 con una selezione mirata di soluzioni tecniche pensate per lavorare in condizioni estreme, al bivacco, nel deserto, senza sprechi di tempo o risorse.
Cura del motore e gestione delle temperature
ALU FLU ROSSO – Liquido refrigerante fondamentale per mantenere stabile la temperatura del motore nelle tappe più calde e nelle lunghe percorrenze. In un contesto come la Dakar, evitare surriscaldamenti significa proteggere il motore e aumentare le probabilità di arrivare in fondo.
Visibilità e sicurezza
GLASS CLEANER – Nel deserto, la visibilità è tutto. Polvere, sabbia e residui compromettono rapidamente il parabrezza. Garantire vetri perfettamente puliti riduce aloni e riflessi e supporta la precisione di guida e di navigazione.
Pulizia senza acqua
WATERLESS – Quando l’acqua è una risorsa limitata, la pulizia senza risciacquo diventa strategica. Consente di rimuovere sporco e polvere dalla carrozzeria, migliorando anche le operazioni di ispezione visiva della vettura.
Supporto operativo al bivacco
- Panni HEAVY WORK – Panni ad alta resistenza, pensati per lavori gravosi su parti meccaniche e superfici molto sporche.
- DETERJET RAPID SPRAY – Sgrassatore pronto all’uso ideale per la pulizia rapida e profonda di parti meccaniche, giunti e componenti esposti a sabbia e olio. Perfetto per gli interventi serali al bivacco, quando il tempo è poco e l’efficacia deve essere immediata.
- Catenoil – Lubrificante spray per interventi di precisione, utile per proteggere e mantenere scorrevoli parti meccaniche soggette a stress, sabbia e umidità notturna.
- Pasta Lavamani – Indispensabile per un pilota-meccanico: rimuove efficacemente grasso, olio e residui dopo ore di lavoro, giorno dopo giorno.















